Recensione di Anna Sisi sul testo teatrale “To”, scritto da Giorgio Moretti, in scena il 1° giugno durante lo spettacolo “Fuori dal Nulla”.

“O se io fossi… inutile. Come i sogni, e la felicità.”

Gli ingredienti ci sono tutti. L’interrogativo esistenziale che prima o poi ognuno si pone, un viaggio in treno al di là del tempo e dello spazio per rispondere, un campionario di improbabili e ingestibili soggetti per sondare le reazioni e le variegate possibilità della psiche umana. E infine il protagonista: un viaggiatore, uno come tanti, uno come noi, o forse IL viaggiatore, esemplificativo di come la fuga da se stessi per ritrovare se stessi sia solo un’evanescente utopia, il sogno paradossale e visionario di un folle invasato di falsa verità.
O forse no.
Per scoprirlo non vi resta che riporre in valigia la vostra coscienza e partire insieme a noi.
In fondo, la verità è solo un soffio effimero e leggero che ci sfiora e noi neppure lo sentiamo perché così… inutile. Come i sogni e la felicità.