Datti un obiettivo e 5 mesi per raggiungerlo. Un obiettivo, grande, complesso, inaspettato. Da solo non puoi raggiungerlo, per questo hai bisogno di un gruppo, forte delle sue capacità.
Cinque mesi, passati scrivendo, cancellando e riscrivendo, provando e provando ancora, organizzando, oppure in attesa del grande giorno – quando ormai tutto era a posto. Non era più l’obiettivo del singolo, ma il Nostro obiettivo, che per tutto il tempo è rimasto vivo nella mente e nei sogni, e una volta arrivato il giorno dello spettacolo, tutto è stato come doveva essere.
Gli autori – coraggiosi – che si sono sfidati, vincendo; gli attori – eccellenti – che hanno trasmesso alla perfezione il pensiero degli autori; gli artisti marziali – impeccabili -, che hanno realizzato qualcosa di veramente molto emozionante; i musicisti – straordinari. Non poteva andare altrimenti, davvero.
Ci abbiamo messo un po’ prima di scrivere un commento sulla serata, in effetti c’è stato da pensarci su. Una volta usciti dal teatro, c’era chi festeggiava e c’è chi invece si è sentito svuotato: 5 mesi di lavoro che si concludono in una serata.
“Un po’ come succede agli scalatori, una volta arrivati con fatica in cima a una montagna… Beh, bel panorama, bella soddisfazione; sì però ora si mangia un panino e si scende. I brividi, l’emozione, tutto il bello è stato nella salita.“
Poi però dormendoci sopra per diversi giorni e riparlandone, ci è sembrato tutto più normale: dopo che hai fatto qualcosa di bello puoi permetterti di dire “già finito? Tutto qui?”, in quanto il tempo impiegato per realizzarlo è niente in confronto a quanto è durato lo spettacolo. Ma va bene così.
Vedere da sopra un palco un mezzo migliaio di persone che ti applaude per qualcosa che hai fatto e che hai loro offerto, è un qualcosa di impagabile, un attimo fugace, da godersi giusto prima che si chiuda il sipario.
Un grazie sentito a coloro che sono venuti allo spettacolo, con la speranza di avere trasformato quella che doveva essere una serataccia come le altre, in qualcosa di più.
Gli Artisti e non solo
« Sarà sempre inutile disperare e cercare ciò che ci serve altrove, fra le vite degli altri. La ricerca non può che perseverare all'interno di noi stessi, perché quando andiamo cercando risposte al nostro vuoto in altre persone, possiamo trovare solo altro vuoto.»
Nicole Z.
Oscar Mascàs
febbraio 20th, 2010 @ 19:27
Molto suggestivo devo dire, i gesti molto lenti suggeriscono un senso di tranquillità ma allo stesso tempo si denota un cenno di angoscia. Riguardo il discorso della vetta… Per rimanere in tema “Usa il non metodo come metodo avendo l’assenza di limiti come limite” (Bruce Lee). La cima della montagna non esiste, sarebbe limitativo pensare che ci sia un posto dove si arriva per dopo scendere no? Credo che sarebbe la cosa più triste del mondo… Il cervello umano è una macchina che non smette mai di apprendere, facciamo in modo che le nostre vite non siano fatte per arrivare ad una meta, piuttosto facciamo tendere all’infinito la nostra voglia di fare e rifare…
I miei complimenti.